Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
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Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
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La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

sabato 16 gennaio 2016

Sabato 16 Gennaio

Dal Vangelo secondo Marco 2,13-17.

In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli li ammaestrava.
Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Egli, alzatosi, lo seguì.
Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano.
Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?».
Avendo udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori». 




Io da che parte mi riconosco? mi credo un giusto, o penso di essere un peccatore?
Il Vangelo di oggi ci porta inevitabilmente a porci questa domanda. 
La tentazione di sentirci dei giusti, specie quando vediamo qualcun altro che commette peccati, è sempre presente in noi.
Essa ci cambia, trasforma la nostra visuale. Le persone a tavola cambiano aspetto se viste con altri occhi. Per gli scribi sono peccatori, per Gesù che guarda con misericordia sono prima di tutto fratelli, figli di Dio.
Per questo non ha paura a chiamare Levi (Matteo), e a mangiare con loro. 
Immagino Matteo proprio come nel quadro del Caravaggio, stupito egli stesso per essere stato chiamato, proprio lui! c'è tanta gente, migliore di me, ma tu chiami me Signore?
Questa chiamata è rivolta anche a tutti noi, la vocazione non è solo quella al sacerdozio o alla vita religiosa, è la chiamata a riconoscerci figli di Dio ed a voler seguire l'esempio di Gesù.
Per rispondere a questa chiamata però dobbiamo, con umiltà, riconoscerci peccatori. Il Signore lo sa, non serve fingere con Lui, sa che siamo fragili, ma ci ama ancora di più!
Buona domenica!

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