Perchè questo blog?

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martedì 26 gennaio 2016

Martedì 26 Gennaio

Dal Vangelo secondo Luca 10,1-9

Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: "La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio."

 

L'annuncio del Regno. Questa missione coinvolgeva i discepoli 2000 anni fa, come anche noi oggi.
Purtroppo oggi leggendo questo brano di Vangelo ci fermiamo sempre e solo al passo:
"La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe.", questo perchè è un segno evidente oggi. Le vocazioni alla vita consacrata o al ministero sacerdotale sono in netto calo.
Io credo però che Gesù non parlasse solo dei ministri della Parola, quei discepoli siamo tutti noi, laici o consacrati! Il discepolo non è solo colui che ha un ministero specifico ma il singolo cristiano (che infatti in virtù del Battessimo è re, sacerdote e profeta).
Quindi quell'invito a non portare nulla vale per tutti noi. Non perchè dobbiamo essere spericolati o incoscenti; ma perchè confidiamo nel Signore e sappiamo che l'unica "cosa" di cui abbiamo bisogno è Lui o, come amava chiamarla San Francesco,  di sorella Provvidenza.
Il Signore ci manda a due a due, come segno che questo dono/invito non è solo nostro ma da con-dividere con i fratelli. Da notare che ci invia "avanti a Sè", cioè il messaggio non si esaurisce con noi, poi arriva Lui a dargli pienezza!
E cosa che mi colpisce enormemente: alle persone nel bisogno dite loro: "Si è avvicinato a voi il regno di Dio."
Cioè non siamo noi che ci avviciniamo al Regno, è esso stesso che ci viene incontro vedendo i nostri limiti, le nostre debolezze. 
Non è un Dio che mi da dei compiti e se vengo promosso mi da un premio, ma indipendentemente da come vada Lui mi viene ncontro.
Non dovrei forse fare la stessa cosa con i fratelli?
Buona giornata!

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