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sabato 13 febbraio 2016

Sabato 13 Febbraio


Dal Vangelo secondo Luca  5,27-32

27In quel tempo Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». 28Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
29Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C'era una folla numerosa di pubblicani e di altra gente, che erano con loro a tavola. 30I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». 31Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; 32io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

 


Nella giornata vissuta a Roma qualche giorno fa, dopo la messa di papa Francesco con i frati cappuccini, non mi sono lasciato sfuggire l'occasione di fare un visita veloce alla chiesa di San Luigi 
dei Francesi dove si trovano dei quadri del Caravaggio.
Uno di questi quadri, probabilmente il più famoso, è proprio quello riguardante la chiamata di Levi (Matteo). 
Mi piace moltissimo questo quadro, credo che fotografi bene la scena di quel giorno di 2000 anni fa, descritta nel Vangelo di oggi.
Quell'uomo, Levi, che pur essendo ebreo è visto come uno dei peggiori peccatori in virtù del lavoro che svolge. Questo lavoro lo identifica al punto da venir chiamato pubblicano, cioè pubblico peccatore.
Un uomo guardato storto da tutti insomma! Eppure ad un certo punto della sua vita arriva Gesù e lo guarda in modo nuovo! Ritorna a sentirsi uomo. 
Non basta, non solo lo guarda, ma gli parla, lo chiama: "Seguimi!".
Com'è possibile? 
Quell'immagine del Caravaggio con Gesù che indica Matteo: il dito di Gesù sembra quello di Adamo nella Creazione di Adamo del Buonarroti nella cappella sistina; come a dire che Gesù, nuovo Adamo, ri-crea Matteo chiamandolo.
Ed il dito di Matteo che si indica come a domandare: "Ma stai chiamando proprio me? Ma sai chi sono? Sono un peccatore?".
E' quello che diciamo anche noi, ci indigna che con tutte le brave persone che ci sono, persone perbene, Gesù possa chiamare un peccatore! Passi il mangiarci assieme, lo accettiamo; ma il chiamarli alla sequela questo no!
Eppure i Suo messaggio è chiaro: "io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano".
Dobbiamo renderci conto che siamo anche noi quei peccatori! Ma niente paura, Cristo è venuto per dirci che un'altra via, un'altra vita è possibile anche per noi! La sua Via, quella della conversione.
Questa via permettendoci di capire che siamo peccatori, ci insegna a non giudicare più gli altri, ma a sentirci loro fratelli in Cristo.

Buona domenica!

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