Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

giovedì 16 giugno 2016

Giovedì 16 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 6,7-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Pregando non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe”.

 

 

 

Questo Vangelo è tutto da contemplare! Che dono immenso ci ha fatto Gesù donandoci questa preghiera!
Tante volte mi soffermo sul mio modo di pregare, e spesso mi lamento perchè sono uno di quelli che fanno diventare la preghiera un bla bla bla. La preghiera è un incontro, un dialogo, ma se parlo sempre io che dialogo è?
Per fortuna Cristo mi insegna a pregare, senza sprecare tante parole, ne basterebbe solo una, quella iniziale: Padre.
Ci si potrebbe soffermare tutta la vita a meditarla!
E non mi lascia scampo, perchè se lo chiamo Padre allora io sono figlio, e visto che dico Padre nostro e non Padre mio vuol dire che anche gli altri sono suoi figli, quindi miei fratelli.
Questo cambia inevitabilmente tutta la mia vita.
Si racconta che san Francesco spesso partiva per recitare questa preghiera, ma alla parola Padre si fermava per ore contemplando, ripetendola di tanto in tanto.
Forse dovrei farlo anche io, fermarmi e ripeterla tante volte, facendola entrare dentro di me, riscoprendomi davvero figlio e fratello.
Così inizierebbe di già il suo Regno nella mia vita!

Buona giornata!

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