Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

mercoledì 20 luglio 2016

Mercoledì 20 Luglio

Dal Vangelo secondo Matteo 13,1-9.

In quel giorno Gesù uscì di casa e si sedette in riva al mare.
Si cominciò a raccogliere attorno a lui tanta folla che dovette salire su una barca e là porsi a sedere, mentre tutta la folla rimaneva sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose in parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare.
E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono.
Un'altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c'era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo.
Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò.
Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono.
Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta.
Chi ha orecchi intenda». 

 

Riporto l'inizio della prima lettura di oggi:

Libro di Geremia 1,1.4-10.
Parole di Geremia figlio di Chelkia, uno dei sacerdoti che dimoravano in Anatòt, nel territorio di Beniamino.
Mi fu rivolta la parola del Signore:
"Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni". 

Oggi colgo profondamente nelle letture tutto l'amore del Padre per me! 
Lontanissimo dall'idea di un Dio stratega, che organizza tutto, che ha creato l'uomo per passatempo.
La prima lettura di oggi mi mostra invece quanto Dio mi ha atteso, aspettato,desiderato!
Si Lui che attende me, il ribaltamento dell'avvento quando io, forse troppo distratto, non mi rendo nemmeno conto del Dio che viene, che si fa uomo per me.
E poi nel Vangelo il richiamo fondamentale del seme che è la Parola.
La parola , il linguaggio, è la base per l'uomo, è ciò che lo costituisce, è comunione (con gli altri), è comunicazione, è vita.
Ma ci sono tante parole, soprattutto oggi, e quindi la Parola del Padre se non la so distinguere rischio di confonderla insieme alle altre tante, troppe, parole.
Il suo invito è a farmi io stesso Parola.
Accogliendo la Sua, io divento quella parola e posso, anzi devo, donarmi ai fratelli.
Così la domanda non è più solo : "Che terreno sono? Come accolgo la Parola?", ma anche "Che Parola sono? Produco frutto? Mi dono?".
Il mondo è governato da leggi, va dall'alto al basso: la legge di gravità. Così se io lascio andare un libro cade a terra.
L'amore, la vita scardina tutte le leggi. Così un albero sa crescere da basso verso l'alto, è la vita che vince e produce frutto, si dona.

Buona giornata!

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