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lunedì 8 agosto 2016

Lunedì 8 Agosto S. Domenico di Guzman

Dal vangelo secondo Matteo 5,13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli». 

 

 

 


"risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli".
 Credo che il mio peccato più grande stia proprio qui.
A volte credo di essere io la luce, di crearla da me, e di essere capace di portarla da solo tra i fratelli.
Invece Gesù oggi mi indica qual'è il corretto procedimento: la luce risplende davanti agli uomini che riconoscono il dono di Dio per me!
Cioè, invece di voler sentire gli uomini dire: "Che luce che porta nel mondo Maichol", dovrei sentire: "Però che grandi cose ha compiuto il Signore in Maichol".
Sembra cambi poco, ma in realtà cambia tutto, perchè cambia il soggetto.
Nel primo caso sono (e voglio essere) io, nel sencondo è Dio.
E' profondamente umano voler essere riconosciuti, essere i protagonisti, ma così facendo rischio di dimenticare , ed oscurare il vero protagonista cioè Dio.
Devo riportare al centro Lui e decentrarmi io, per tornare nella giusta dimensione e poter essere davvero luce in mezzo agli uomini, e non un semplice abbaglio.

Buona giornata e buona settimana

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