Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

giovedì 1 settembre 2016

Giovedì 1 Settembre

Dal Vangelo secondo Luca 5,1-11. 

In quel tempo, mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genèsaret
e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti.
Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e calate le reti per la pesca».
Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti».
E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano.
Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano.
Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me che sono un peccatore».
Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto;
così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini».
Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono. 

 


"Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti".
Resto sconvolto dalla potenza di queste parole.
Pietro non conosceva ancora bene Gesù, si gli aveva guarito la suocera poco prima, ma quello che gli chiede ora va contro ogni logica specialmente per un esperto pescatore come lui. 
Non ha preso nulla di notte, quando si pesca, che senso ha gettare le reti appena sistemate di giorno con la luce, quando non si pesca?
Eppure lo fa "sulla sua Parola".
Pietro ha capito, anche se non ancora pienamente, che la Parola di quell'uomo non è come quella di tutti gli altri, ed allora la coglie pur non comprendendola totalmente.
"Signore, allontanati da me che sono un peccatore"
Si rende conto della distanza tra lui e Gesù, ora lo riconosce di più, capisce che non è un uomo qualunque, forse già intuisce che può essere quel Messia tanto atteso, ed ora vede tutta la distanza.
Ma a Dio le distanze non piacciono, vuole essere il Dio in mezzo a noi, per questo si fa uomo, ed allora accorcia questa distanza tra Gesù e Pietro, e non lo trasforma ma lo mantiene anche nella sua professione: Pietro è e resterà un pescatore, ma in un modo nuovo.
Io sono aperto allo sconvolgimento della sua Parola? So compiere azioni "sulla Sua Parola? 
Ma soprattutto mi rendo conto che non è il Dio distante e lontano che credo ma un Dio che si fa prossimo e mi dice "non temere"?

Buona giornata!

Nessun commento:

Posta un commento