Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

sabato 10 settembre 2016

Sabato 10 Settembre

Dal Vangelo secondo Luca 6,43-49. 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non c'è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni.
Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo.
L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore.
Perché mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico?
Chi viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile:
è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sopra la roccia. Venuta la piena, il fiume irruppe contro quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la rovina di quella casa fu grande». 




L'albero si riconosce dai frutti. Il cristiano si riconosce dalle opere.
Purtroppo capita troppo spesso di non pensare a questo, mi è più facile concentrarmi su quanto e come prego, ma il frutto di questa mia preghiera si vede nelle relazioni, nelle opere, nel vissuto.
Corro sempre il rischio di pensare che esista solo "l'ascolto" o il "non ascolto" della Parola. Il Signore oggi mi mostra un altro pericolo, non parla di questa differenza, entrambi gli uomini ascoltano ma uno mette in pratica, l'altro no.
Io metto in pratica la Parola?
Non è banale, ed è evidente. Gli altri si accorgono se quella Parola è solo ascoltata o anche accolta, vissuta. Se ne accorgono perchè cambia anche la loro vita.
Non 'cè quindi nessuna divisione tra preghiera ed azione, ma sono profondamente legate. La preghiera se è vera mi porta a compiere azioni (frutti) buone, queste azioni mi rendono stabile (fondamenta) nella mia preghiera.
Ma io che fondamento ho? Costruisco sulla sabbia o getto solide fondamenta?

Buona giornata e buon fine settimana!
La prossima settimana vivrò gli esercizi spirituali, quindi non pubblicherò il Vangelo, perchè mi godrò un po' di silenzio anche informatico. Vi chiedo di accompagnarmi con la preghiera.  Un abbraccio a tutti.

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