Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
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Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

giovedì 17 novembre 2016

Giovedì 17 Novembre Santa Elisabetta d'Ungheria

Dal vangelo secondo Matteo 25,31-40 

 In quel tempo, Gesù disse:
«
Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.

Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra:
Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.

Allora i giusti gli risponderanno:
Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?

Rispondendo, il re dirà loro:
In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me».

 

 

 

Mi sa che non c'è molto da dire di fronte a questo brano di Vangelo.
La riflessione è immediata ed istintiva, e la domanda che nasce è semplicemente una: Ed io ho servito il Signore nei miei fratelli più piccoli?
E su alcune cose è lapidario, specie per noi oggi. Passi il dar da mangiare agli affamati, o il bere agli assetati, o il visitare i malati; ma ospitare lo straniero? o visitare i carcerati?
Questi ultimi non ci interessano, se la sono cercata, è solo  un problema loro.
E degli stranieri  non ne vogliamo proprio sapere, basta sono troppi!
Gesù è molto chiaro: 
"Benedetti ... ricevete in eredità il Regno ..... perchè ero straniero e mi avete accolto"
 e poco dopo:
"Maledetti ... lontano da me .... perchè ero straniero e non mi avete accolto"
 L'altro non è un problema!
Gesù mi chiede di cambiare sguardo e riconoscere nel fratello la sua presenza.
Questo mi chiede molto perchè allora il fratello non è più "solo" un problema da risolvere (troppo spesso anche le realtà caritative ragionano così) ma è la possibilità d'incontro con il mio Dio.
Ed allora non basta semplicemente portargli quello di cui ha bisogno (possiamo dare qualcosa a Dio) ma devo mettermi io in ascolto, lasciarmi evangelizzare da Lui.
Lasciarmi evangelizzare dai poveri!

Buona giornata!

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