Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

giovedì 3 novembre 2016

Giovedì 3 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca 15,1-10.

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.
I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro».
Allora egli disse loro questa parabola:
«Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova?
Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento,
va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta.
Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.
O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova?
E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta.
Così, vi dico, c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte». 

 

 

 

 C'è una contrapposizione evidente in questo brano: la rabbia dei farisei che mormorano, ed invece la gioia dei personaggi delle parabole di Gesù.
Lo stesso evento provoca reazioni totalmente opposte.
Non è che i farisei odiassero i peccatori, ma per loro un peccatore deve andare verso Dio, essere punito per il suo peccato, fare delle opere per espiarlo.
Gesù invece mi mostra un Dio che fa il percorso esattamente opposto!
Proprio perchè sono peccatore, Lui viene in cerca di me! E quando mi ha trovato non si preoccupa di darmi punizioni o rimproveri, ma mi mette in spalla tutto contento.
Immaginate la loro reazione a sentire queste parole. Che poi è la stessa che ho io quando mi credo tanto bravo e giusto e mi sento dire: 
ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione
Anche qui ho bisogno di cambiare prospettiva, per comprendere. Io sono sempre attento a guardare dal punto di vista del peccatore, invece devo guardare da quello di Dio.
Questo cambio mi offre due grandi doni: per prima cosa riconosco che quel peccatore è innanzitutto un mio fratello; ma soprattutto riconosco che quel peccatore sono io.

Buona giornata

 

Nessun commento:

Posta un commento