Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

giovedì 1 dicembre 2016

Giovedì 1 Dicembre

Dal Vangelo secondo Matteo 7,21.24-27.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande». 

 

 

La parola d'ordine di oggi è: concretezza.
Mi viene spontaneo essere astratto, pensare ed agire nello straordinario. Gesù invece mi chiede l'opposto!
Sii concreto, sii quotidiano!
 "Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli"
 "Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia"
Serve a poco vivere nell'astrazione, aspettare il miracolo dall'alto, restare fermi nell'attesa del sensazionale. Ci vuole concretezza! Ci vogliono mani da stringere, cuori da consolare, lacrime d'asciugare....
Non è uno sbilanciamento del fare rispetto al contemplare anzi, i più grandi santi della carità pregavano per molte ore, vedi  Madre Teresa.
L'efficacia della preghiera si vede proprio nel servizio, nel "fare la volontà del Padre", cioè nel conformarsi a Cristo.
Ed io che faccio? Spreco tante parole o mi rimbocco le maniche? Ascolto distrattamente la Parola o cerco di metterla in pratica, di viverla?
Altrimenti tutto il mio castello (casa) di sabbia viene giù!

Buona giornata!

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