Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

martedì 21 febbraio 2017

Martedì 21 Febbraio

Dal Vangelo secondo Marco 9,30-37

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.

Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».

E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

 

 

Onestamente fa un po' arrabbiare l'atteggiamento dei discepoli!
Gesù annuncia la sua sofferenza, la sua uccisione e la resurrezione e loro non gli chiedono nulla, ma iniziano a parlare d'altro.
Già è sconvolgente oggi per me, sentire queste parole di Gesù , figuriamoci allora quando ciò non era ancora avvenuto.
Nonostante il dramma che si sta per consumare i discepoli sono più interessati a capire chi è il più grande.
Non devo però scandalizzarmi, ma prendere questo come spunto per un serio esame di coscienza.
Quante volte anche io sono talmente preso da me stesso da non ascoltare il Signore! Quante volte mentre Lui soffre nel fratello, io sono più interessato ad affermare la mia persona!
I discepoli oggi, sono il riflesso di me stesso, li sento più vicini, così umani nella loro fatica, la loro fragilità che è anche la mia.
Non è una giustificazione, ma un richiamo a tener aperte le orecchie, ma soprattutto il cuore, perchè Cristo che mi parla, mi chiede aiuto è qui, accanto a me, in questo momento. E se io so ascoltare solo me stesso, non sarò mai in grado di rispondere: "Parla Signore il tuo servo ti ascolta".

Buona giornata

Nessun commento:

Posta un commento