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martedì 2 maggio 2017

Martedì 2 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 6,30-35

In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: "Diede loro da mangiare un pane dal cielo"».

Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».

Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».

Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

 

 

La cosa quasi divertente del brano di oggi, è il sapere che la folla fa questa domanda a Gesù subito dopo la moltiplicazione dei pani.
Gli chiedono un segno dopo averne visto uno grandioso, e Gesù nemmeno gli risponde.
Che senso ha una fede legata per forza al segno, al  sensazionale? Avrei un bisogno continuo di vedere dei miracoli sempre più grandi. E' fede questa o desiderio del "sensazionale"?
Credo non sia un aspetto così lontano da noi, oggi lo si rivede spesso con tutto questo desiderio di vedere apparizioni, guarigioni miracolose, affidarsi a santoni.
Certo il sensazionale mi colpisce ma non mi "sfama", è giusto un assaggio che al momento mi fa felice ma cinque minuti dopo mi è ritornata la fame, e forse anche di più di prima.
Gesù non vuole acconsentire alla mia fame di "sensazionalità", non vuole forzare la mia fede con i segni, vuole un atto d'amore.
Lui è l'unico cibo che sfama davvero per questo dice di essere "il pane della vita", ed anche oggi posso godere di questo pane attraverso la Parola e l'Eucarestia.
Siamo troppo abituati a cercare cose "oltre", che spesso non vediamo e gioiamo per quel dono che abbiamo a portata di mano ogni giorno.

Buona giornata e buona settimana!

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