Perchè questo blog?

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venerdì 5 maggio 2017

Venerdì 5 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 6,52-59

In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.

 

Nella Parola donata oggi sono rimasto "sconvolto" da un passaggio nella prima lettura.
Non riporto l'intero brano essendo molto lungo, comunque il testo è quello della conversione di S. Paolo ( At 9,1-20).
Saulo (poi si farà chiamare Paolo) parte per perseguitare i cristiani essendo un loro avversario. Durante il viaggio il Signore gli parla e lui rimasto cieco si fa condurre in un villaggio, dove ad un uomo di nome Anania il Signore chiede di andare a guarirlo.
Giustamente Anania esprime la propria preoccupazione al Signore; Saulo è il nemico numero 1 dei cristiani ed era venuto per arrestarli. Eppure dopo l'invito di Gesù Anania parte ed appena incontra Saulo la prima cosa che gli dice è "fratello".
Certe volte passiamo oltre, o non facciamo troppo caso alle singole parole, ma fermandoci un istante è sconvolgente che un uomo chiami fratello il suo peggior nemico.
Questo è possibile solo in un caso: riscoprendoci tutti figli dello stesso Padre e quindi fratelli in Cristo; altrimenti anche volendo essere il più buono possibile vedo come fratelli tutti gli uomini ma inevitabilmente chi mi fa male o mi vuole uccidere no.
Penso che quest'aspetto riprenda un po' anche il desiderio di comunione che traspare nei Vangeli di questi giorni. Che cos'è questo donarsi di Gesù, come pane e vino, se non comunione?
Quindi la domanda è lecita: qual'è il mio livello di comunione? Dio vuole fare comunione con me anche quando gli sono "nemico"; io so fare comunione con i miei nemici?

Buona giornata!

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