Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

martedì 27 giugno 2017

Martedì 27 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 7,6.12-14

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».



Spesso mi perdo nelle mie associazioni mentali, m a volte queste m aiutano a rendere più vicino, più carnale a me il Vangelo, un po' come saldare la terra con il cielo.
Questa mattina leggendo il Vangelo del giorno la mia mente si è subito sintonizzata su una serie di articoli che sto leggendo in questi giorni, essi parlano della giustizia riparativa ed in particolare presentano l'esperienza di un gruppo di persone composto da familiari delle vittime degli anni di piombo e dai loro carnefici.
Ecco per me questa è la porta stretta perché di fronte ad una situazione di questo tipo rispondere con la rabbia, con l'odio, sarebbe molto più immediato, più semplice, apparirebbe quasi giusto.
La via del perdono è certamente una porta stretta. Perdono, non dimenticanza, non "facciamo finta di niente" ma cerchiamo, pur nella difficoltà, di camminare assieme per affrontare questo male che colpisce entrambi.
Ci sono certamente tanti casi di porte strette, a me oggi ha colpito questo perché mi rendo conto della difficoltà per me di vivere questa dinamica di perdono.
Sono capace di riconoscere le porte strette nella mia vita? Ho il coraggio di sceglierle per dare un sapore nuovo al mio vivere?

Buona giornata!



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