Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

giovedì 13 luglio 2017

Giovedì 13 Luglio

Dal Vangelo secondo Matteo 10,7-15

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».


"Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date"
Anzi tradotto alla lettera dal greco questo passo mi dice: In dono prendeste, in dono date.
Sono consapevole che la mia fede è un dono? E brucio dal desiderio di condividerla?
Papa Francesco nell'Evangelii Gaudium dice che: "La Chiesa non cresce per proselitismo ma. « per attrazione »", eppure troppe volte vivo questo dono come qualcosa di privato, o come un bene personale del quale solo io posso disporre e donarlo a chi più mi piace.
Ma questa è la fede che mi dona il Signore?
Gesù non si dona con la forza, ma con la delicatezza dell'amore. 
Ricordo i primi dubbi di fede da adolescente, quando domandavo a Dio un segno forte della sua presenza: "Se è vero che ci sei, compi qualcosa di prodigioso ed allora crederò!"; suona un po' come la tentazione del diavolo sul pinnacolo del tempio.
Dio non vuole imporsi con la forza, non vuole forzare la mia fede, preferisce attrarmi. La vita di Gesù mi richiama tutto questo, dalla follia di un dì Dio che si fa uomo, fino all'accettare il rifiuto e la morte, alla Resurrezione.
Ma vedendo tutto ciò capisco che ogni giorno devo pormi queste domande: come vivo il dono della fede? Rendo partecipi i miei fratelli di questo dono?

Buona giornata!

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