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mercoledì 9 agosto 2017

Mercoledì 9 Agosto S. Teresa Benedetta della Croce

Dal Vangelo secondo Matteo 25,1-13

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l'olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: Ecco lo sposo! Andategli incontro!. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: Dateci un po' del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Le sagge risposero: No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. Ora, mentre quelle andavano a comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici!. Ma egli rispose: In verità io vi dico: non vi conosco. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora».

La Chiesa oggi ci invita a riflettere su una figura a me molto cara: Santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein.
Dopo la conversione, entrò nel Carmelo e durante il nazismo venne deportata insieme alla sorella a causa delle sue origini ebraiche.
Credo però di correre un grosso rischio con il Vangelo di oggi: credere che questo testo si riferisca a Edith Stein solo per la scelta verginale della sua consacrazione religiosa.
C'è un altro aspetto in questo testo che la richiama fortemente, la saggezza. Edith è stata anche una grande studiosa, una filosofa molto importante e molto apprezzata e credo proprio che non sia un aspetto secondario.
Lei secondo me è l'esempio più bello di un'intelligenza umile, vera e profonda. Da grande professoressa qual'era, non si pose mai sopra gli altri, nemmeno appena entrata in convento nonostante le diffidenze delle consorelle, ma soprattutto nella sua tragica fine dove all'odio razziale rispose con l'amore e la fede.
Questa è vera saggezza, che non corrisponde al conoscere tante cose o nell'avere un QI elevato, ma nel saper ascoltare, comprendere, vivere con semplicità.
E' un forte richiamo per me questa figura perché io invece a volte mi concentro troppo sul "sapere", leggo tanti libri, ma poi nel concreto mi accorgo di essere lontano da questa "buona saggezza".
L'intelligenza di Edith Stein non era nella sua grande conoscenza, ma nel suo grande amore. La mia dov'è?

Buona giornata!

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